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Le esplosioni agli ATM dimostrano che le banche non possono ignorare la sicurezza fisica

Gli attacchi esplosivi agli ATM mettono in luce una vulnerabilità trascurata nell’accesso al contante e costringono le banche a ripensare ubicazioni, protezioni e alternative.

Pubblicato
20 ottobre 2026
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Foto: Cruks / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Un ATM dovrebbe essere una delle componenti meno spettacolari del sistema finanziario: una scatola di metallo, una breve transazione e una ricevuta. Eppure gli attacchi esplosivi agli ATM stanno mettendo in luce una debolezza scomoda nella rete fisica di distribuzione dei servizi bancari.

Il quadro documentato non è così semplice come dire che «la criminalità ai danni degli ATM è in aumento». Europol ha segnalato un forte incremento delle esplosioni agli ATM, mentre i dati del settore hanno distinto questo aumento dalla categoria più ampia degli attacchi fisici agli ATM, che in un confronto è diminuita. Il punto importante non è che ogni tipo di attacco stia crescendo. È che gli attacchi esplosivi sono diventati una minaccia più evidente.

La vera debolezza è la presenza fisica della macchina

Un ATM è un punto di accesso fisico collegato a una rete di valore e collocato dove i clienti hanno bisogno di prelevare denaro. Questo rende la sua vulnerabilità diversa da quella di una violazione esclusivamente digitale. L’ubicazione della macchina, la sua struttura e l’ambiente circostante entrano a far parte dell’equazione della sicurezza.

L’impatto finanziario non si limita al contante sottratto. La European Association for Secure Transactions ha riferito perdite complessive di 200 milioni di euro dovute ad attacchi esplosivi agli ATM andati a segno, in uno dei confronti pubblicati. A nostro avviso, questa cifra ricorda che la sicurezza degli ATM dovrebbe essere misurata considerando il costo complessivo di un incidente, non solo l’importo rubato.

Poiché gli ATM possono trovarsi vicino ad abitazioni e attività commerciali, un attacco esplosivo potrebbe creare rischi che vanno oltre il contante contenuto nella macchina. Questo non significa che ogni attacco produca le stesse conseguenze, ma rende l’ubicazione una questione strategica, non una semplice decisione immobiliare.

La distinzione è importante. Un singolo incidente non può dimostrare l’esistenza di una tendenza a livello continentale. Un andamento persistente, tuttavia, può rivelare se le banche abbiano trattato il livello fisico della propria rete distributiva come una questione secondaria.

Un ruolo più ridotto del contante non eliminerebbe il problema della sicurezza

La risposta più superficiale è pensare che i cambiamenti nelle abitudini di pagamento rendano meno importante la sicurezza degli ATM. Non è così. Un servizio può essere utilizzato meno spesso e continuare a essere importante quando le persone dipendono da esso, soprattutto se le alternative digitali non sono disponibili, sono scomode o inadatte a un determinato cliente.

La documentazione disponibile indica un rapporto più complesso tra contante e carte. Uno studio del 2025 ha esaminato 275 attacchi esplosivi agli ATM e analizzato come reagiscono le famiglie quando passano dai contanti ai pagamenti con carta. La ricerca non dimostra che l’uso del contante stia diminuendo ovunque e non definisce il futuro del contante. Mostra però che la violenza ai danni degli ATM e le scelte di pagamento sono temi collegati, non discussioni separate.

Questo crea una trappola strategica per le banche. Se un ATM sembra meno centrale, potrebbe ricevere meno investimenti pur rimanendo un rischio fisico concentrato. La soluzione non consiste necessariamente nel conservare ogni macchina in ogni ubicazione. Consiste nel decidere con attenzione quali punti di accesso siano sicuri, sorvegliati e meritevoli di essere mantenuti, fornendo alternative credibili dove non lo siano.

La spesa per la sicurezza deve seguire la minaccia, non i titoli dei giornali

La documentazione fa riferimento a esplosivi gassosi e solidi, ma non dimostra che oggi un metodo prevalga in ogni mercato o ubicazione. Questa incertezza sconsiglia risposte spettacolari e uguali per tutti. Le banche hanno bisogno di una valutazione più ampia dell’ubicazione, della progettazione degli edifici, del rifornimento di contante, del monitoraggio e delle procedure di intervento.

A nostro avviso, la protezione degli ATM dovrebbe essere considerata anche un problema di pianificazione condivisa quando le macchine operano vicino ad altre proprietà e agli spazi pubblici. Banche, forze dell’ordine, proprietari immobiliari e amministrazioni locali possono avere responsabilità diverse, ma misure isolate progettate macchina per macchina difficilmente riusciranno ad affrontare tutti i rischi creati dall’ubicazione.

La domanda commerciale è scomoda: chi paga per la resilienza quando il servizio è utilizzato dai clienti, ma un attacco potrebbe colpire l’area circostante? Se le istituzioni vogliono preservare l’accesso al contante, devono tenere conto di questo rischio più ampio. Se vogliono ridurre la rete, devono spiegare come i clienti potranno ottenere contanti in modo sicuro e comodo.

I vincitori riprogetteranno l’accesso, invece di abbandonarlo semplicemente

La risposta peggiore sarebbe usare le esplosioni agli ATM come argomento comodo per spingere i clienti verso i pagamenti digitali senza affrontare il problema di sicurezza sottostante. L’accesso al contante resta parte della resilienza finanziaria, anche se il suo ruolo cambia nel tempo. Rimuovere le macchine può ridurre l’esposizione in alcune ubicazioni, ma può anche concentrare la domanda e creare lacune nell’accesso.

Il nostro verdetto è semplice: le esplosioni agli ATM dovrebbero far scattare una revisione della sicurezza, non una discussione semplicistica sulla morte del contante. I vincitori strategici saranno le banche capaci di combinare un numero più contenuto di punti di accesso meglio protetti con alternative credibili e una pianificazione locale trasparente. I perdenti saranno gli istituti che tratteranno gli attacchi alle infrastrutture finanziarie come crimini isolati e scopriranno troppo tardi che l’asset vulnerabile non era soltanto la macchina per il contante, ma la fiducia nella rete che la circonda.

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