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L'ombra del Quantum: la svolta di Google minaccia Bitcoin?

I recenti progressi di Google nel quantum computing riducono le risorse teoriche necessarie per decifrare la crittografia di Bitcoin, spingendo a una rivalutazione della sua sicurezza a lungo termine senza suggerire un pericolo immediato.

Pubblicato
16 ottobre 2026
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Foto: Authors of the study: I. Pogorelov, T. Feldker, Ch. D. Marciniak, L. Postler, G. / Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

Le fondamenta crittografiche di Bitcoin e di altre importanti criptovalute stanno per sgretolarsi sotto l'inesorabile avanzata del quantum computing? Le recenti notizie da Google, che descrivono un significativo passo avanti nella riduzione degli errori quantistici, hanno certamente rimescolato le carte, accendendo discussioni su un futuro in cui gli attuali standard di crittografia potrebbero rivelarsi insufficienti. Tuttavia, uno sguardo più attento a questi sviluppi suggerisce che, sebbene le implicazioni a lungo termine siano profonde, la minaccia immediata è spesso esagerata.

Google ha recentemente annunciato un progresso cruciale nel quantum computing, mostrando un metodo soprannominato “Magic State Cultivation”. Questa tecnica migliora drasticamente l'affidabilità di specifici stati quantistici essenziali per calcoli complessi, riducendo il tasso di errore per questi stati di un fattore 40 e raggiungendo un'accuratezza di circa il 99,99%. Questo si accompagna a una nuova ricerca di Google Quantum AI, co-autore con ricercatori della Ethereum Foundation e di Stanford, che presenta stime aggiornate delle risorse quantistiche necessarie per risolvere il problema del logaritmo discreto su curva ellittica a 256 bit (ECDLP-256), il fondamento matematico della sicurezza di Bitcoin.

Il divario crescente tra svolta teorica e minaccia reale

Il whitepaper di Google, pubblicato il 31 marzo 2026, presenta un percorso più efficiente per rompere la crittografia a curva ellittica. Delinea circuiti quantistici capaci di eseguire l'algoritmo di Shor per ECDLP-256 utilizzando solo 1.200 qubit logici e 90 milioni di gate Toffoli, o in alternativa, 1.450 qubit logici e 70 milioni di gate Toffoli. Ciò rappresenta una riduzione di circa 20 volte dei qubit fisici stimati in precedenza, potenzialmente consentendo a un computer quantistico crittograficamente rilevante (CRQC) con meno di 500.000 qubit fisici di decifrare la crittografia in pochi minuti. Alcuni rapporti hanno persino suggerito che potrebbe volerci meno di 9 minuti, alimentando un senso di pericolo imminente.

Tuttavia, è fondamentale contestualizzare questi dati. La distinzione tra qubit 'logici' e 'fisici' è fondamentale. I qubit logici sono unità con correzione degli errori, mentre i qubit fisici sono i componenti hardware reali e rumorosi. La costruzione di un singolo qubit logico affidabile richiede centinaia di qubit fisici. Gli attuali processori quantistici più avanzati operano con centinaia o poche migliaia di qubit fisici, con tassi di errore troppo elevati per il calcolo sostenuto e fault-tolerant descritto nell'analisi teorica di Google. Come spiega Fireblocks, la traduzione di 1.200 qubit logici in hardware reale richiederebbe quasi 500.000 qubit fisici con una correzione degli errori sostenuta e fault-tolerant, una capacità che semplicemente non esiste oggi.

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