Il 4% della BoE conta meno del muro dei rinnovi dei mutui nel 2027
Un rialzo di un quarto di punto fa titolo, ma il conto vero lo pagano i 2,3 milioni di famiglie britanniche che escono dal tasso fisso nel 2027: meglio creare subito un cuscinetto per le rate.
Immagine generata con l'IA
Tutti guardano alla decisione di giovedì della Banca d'Inghilterra. Quasi nessuno si pone la domanda più utile: chi paga davvero il conto, e quando?
Prima i fatti. Gli economisti sondati da Reuters si aspettano che la Banca porti il tasso di riferimento (Bank Rate) dal 3,75% al 4,0%, il primo rialzo dall'agosto 2023, dopo che i prezzi al consumo nel Regno Unito sono saliti del 3,5% nei dodici mesi fino a settembre. Intanto, il Guardian riferisce che nel 2027 altri 2,3 milioni di famiglie arriveranno alla scadenza del tasso fisso, secondo i dati di UK Finance, oltre ai 700.000 che si prevede cambieranno contratto tra luglio e dicembre di quest'anno.
Il rialzo da prima pagina è la parte piccola della storia
Un quarto di punto sul tasso di base sembra poca cosa e, per la famiglia tipo con un tasso fisso, oggi non cambia nulla. È proprio questo il punto. Chi ha un tasso fisso è al riparo fino al giorno in cui il contratto scade, e allora tutto l'aggiustamento accumulato arriva in un colpo solo.
Il Guardian osserva che la volatilità del mercato obbligazionario, legata ai prezzi dell'energia e alla guerra in Medio Oriente, ha già spinto al rialzo i tassi swap che determinano il prezzo dei mutui a tasso fisso. In altre parole, parte del danno arriva attraverso il prezzo dei nuovi mutui, non attraverso il voto di giovedì. Crediamo che per questo «la BoE alza i tassi» sia la cornice sbagliata. La Banca sembra confermare una stretta che i finanziatori stanno già scontando.
Nessuno sa dove sia il picco, e questo è il problema
I mercati scontano da tre a quattro ulteriori rialzi da un quarto di punto nel 2027, che porterebbero la Bank Rate tra il 4,75% e il 5,0%. Ma molti economisti della City, secondo il Guardian, ritengono improbabile che i tassi raggiungano il 4,75% entro la prossima estate, e il sondaggio di Reuters ha mostrato economisti divisi sull'eventualità di altri rialzi dopo novembre. Anche la Banca stessa potrebbe smorzare le scommesse del mercato.
Questo disaccordo è il riassunto onesto: si tratta di una previsione, non di un fatto. A nostro avviso le famiglie non dovrebbero pianificare né sullo scenario spaventoso né su quello rassicurante. Se hanno ragione gli ottimisti, avrai risparmiato troppo per un po'. Se hanno ragione i mercati, la famiglia che ha aspettato di avere chiarezza si sarà fatta cogliere impreparata. I costi sono sbilanciati, e questo favorisce chi si prepara.
La morsa si stringe da entrambi i lati
Chi rinnova il mutuo non dovrà affrontare rate più alte in isolamento. L'Office for Budget Responsibility ha avvertito che il reddito disponibile reale delle famiglie calerà dello 0,6% l'anno prossimo, e il tetto ai prezzi dell'Ofgem dovrebbe salire di oltre 400 sterline a gennaio, secondo una previsione di EDF citata dal Guardian. Le approvazioni di mutui sono già scese ai minimi da quasi tre anni. Un salto della rata è più difficile da assorbire quando salgono anche le bollette di cibo ed energia.
I 100 sterline erogati dal governo a 20 milioni di famiglie sono i benvenuti, ma sono un cerotto invernale, non una strategia per il mutuo. Considerarli un sollievo per il 2027 sarebbe un errore.
Cosa faremmo noi (e cosa non è questo articolo)
Questo è un ragionamento generale, non una consulenza personale, e la tua banca, la durata del tuo contratto e le tue finanze contano molto più di qualsiasi editoriale. Con questa premessa, la logica è semplice:
- Calcola la data di scadenza e stima la tua rata con un tasso decisamente più alto di quello odierno, non solo con quello attuale.
- Comincia subito ad accantonare la differenza. Mettere da parte una cifra maggiore per un anno è una prova generale a basso costo; scoprire al rinnovo di non potertela permettere, no.
- Parla con un intermediario o con la tua banca ben prima della scadenza, perché opzioni e tempi cambiano a seconda del prodotto.
Il nostro verdetto: la mossa della Banca verso il 4% è la parte meno interessante di questa storia. Il muro del 2027 è il vero evento, e il raro vantaggio delle famiglie è che possono vederlo arrivare. Un cuscinetto per le rate costruito nei prossimi dodici mesi costa poco se i tassi calano e fa risparmiare moltissimo se non calano.
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