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Redazione Invesfera
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La flat tax a 100.000 euro è un regalo ai freelance, con un precipizio incluso

Alzare il tetto del forfettario a 100.000 € premia gli autonomi, lascia a bocca asciutta i dipendenti e crea un salto d'imposta: meglio pianificare che inseguire l'aliquota del 15%.

Pubblicato
30 ottobre 2026
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Foto: Shixart1985 / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

È giusto che un libero professionista che fattura quasi 100.000 € paghi un'imposta piatta del 15%, mentre un dipendente con una busta paga simile resta negli scaglioni ordinari dell'Irpef? È la domanda che sta dietro l'ultima manovra italiana, e la risposta dice molto su chi il governo vuole premiare.

Ecco cosa è successo. Come riporta U.S. News, gli autonomi pagheranno solo il 15% su un reddito annuo fino a 100.000 €, contro gli attuali 85.000 €. Il disegno di legge di bilancio ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri il 28 ottobre e deve ancora passare in Parlamento, quindi nulla è definitivo.

C'è un'insidia sull'IVA. Come spiega La legge per tutti, la soglia di esenzione IVA resta a 85.000 €, perché le norme UE la fissano lì e l'Italia non ha una deroga per i 100.000 €. Tra le due cifre, chi è in regime forfettario mantiene l'imposta sostitutiva del 15% ma deve applicare l'IVA.

I vincitori sono facili da individuare, e i dipendenti non ci sono

Il forfettario è un patto semplice: un'imposta piatta del 15% (5% per le nuove attività) su un reddito forfettario calcolato con un coefficiente di redditività, al posto dell'Irpef e delle addizionali locali. Alzare il tetto di 15.000 € estende quel patto a una nuova fascia di professionisti. Alcuni che nel 2027 sarebbero stati espulsi possono restare e, come osserva la stessa fonte, il nuovo limite si applicherebbe già ai ricavi del 2026 se non verranno aggiunte norme transitorie.

I dipendenti non ricevono nulla di paragonabile. La manovra comprende un taglio dell'Irpef e altre misure, ma niente che eguagli un 15% fisso su gran parte del reddito. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, parlando come presidente dell'ALI, ha definito la scelta "profondamente ingiusta", sottolineando il divario crescente di trattamento tra dipendenti e autonomi. I forfettari, inoltre, non pagano le addizionali comunali e regionali, quindi i bilanci locali perdono base imponibile.

Pensiamo che la critica sull'equità colga nel segno. Un sistema fiscale in cui lo stesso euro di reddito è tassato in modo molto diverso a seconda del tipo di contratto è un sistema che spinge le persone a scegliere come fatturare, non solo quanto lavorare.

Un tetto più alto non elimina il precipizio, lo sposta

La generosità ha un lato tagliente. Con le regole attuali, superare i 100.000 € in corso d'anno comporta l'uscita immediata: il reddito dell'intero anno viene tassato con le regole ordinarie e l'IVA si applica dalla fattura che sfonda la soglia. Come questa regola sarà coordinata con il nuovo tetto non è ancora stato riscritto. E poiché il regime funziona per cassa, il fatto che una fattura di dicembre venga pagata il 30 dicembre o il 3 gennaio può decidere da che parte della linea finirai.

Aggiungi la doppia soglia IVA e ottieni un doppio scalino: a 85.000 € inizi ad applicare l'IVA, a 100.000 € perdi la flat tax. A nostro avviso è l'opposto della semplificazione. Premia chi resta appena sotto un numero, ed è il problema di incentivi segnalato da Gualtieri quando ha sostenuto che un tetto più alto rende più conveniente tenere i compensi sotto il limite. È un'opinione sugli incentivi, non un risultato misurato, ma plausibile.

Cosa fare, se risparmi, invece di inseguire il 15%

Non abbiamo visto dettagli su pensioni o regole contributive in questo regime, quindi non faremo finta di quantificarli. Ma la logica va posta come domanda da fare al tuo commercialista, non come conclusione: un'imposta più bassa oggi è solo metà del quadro se comporta conseguenze diverse su contributi previdenziali e pensione. Chiedi anche cosa succede se le regole cambiano ancora. Questo regime ha già visto spostare il suo tetto, nel 2019 e nel 2023, e un beneficio politico può essere ritirato con la stessa facilità con cui è stato concesso.

La nostra raccomandazione, generale e non una consulenza personale: se sei un libero professionista vicino a 85.000 o 100.000 €, non pianificare l'anno attorno all'aliquota da titolo. Simula entrambi gli scenari, tassazione ordinaria e flat tax con IVA applicata, e controlla come pagano i tuoi clienti. Se sei un dipendente, la lezione è meno comoda. Non ci aspettiamo che la questione si risolva presto, quindi pensa a ciò che puoi controllare, come i tuoi risparmi e la pianificazione della pensione.

Il verdetto: il tetto a 100.000 € è un vero regalo a una categoria precisa, e abbastanza trasparente. Può essere buona politica. Come disegno fiscale, allarga un divario e lascia in piedi il precipizio.

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