Economia
Redazione Invesfera
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In Italia la pensione a 64 anni è un titolo, non un piano: fai i tuoi conti

La manovra 2027 ipotizza la pensione a 64 anni e una nuova Quota 100, ma per ora ci sono solo un fondo e una promessa. Pianifica sulla legge e fai i tuoi conti.

Pubblicato
28 ottobre 2026
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Foto: Shixart1985 / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Scommetteresti la data della tua pensione su un comunicato stampa? La manovra 2027 dà ai lavoratori tutti i motivi per farlo: uscita a 64 anni, una «nuova Quota 100» e un vicepremier che assicura che i soldi ci sono. Prima di fissare una data per smettere di lavorare, conviene leggere che cosa c'è davvero sul tavolo.

Che cosa c'è sul tavolo e che cosa no

L'idea, spinta da Matteo Salvini e dalla Lega, è consentire l'uscita a 64 anni con 36 anni di contributi. Come riporta Il Giornale, l'intesa politica nella maggioranza non è ancora diventata una regola. Quello che si discute è accantonare una cifra iniziale e decidere più avanti come funzionerà il sistema. Altre testate indicano quel fondo in quasi un miliardo di euro per il 2027, con i criteri che potrebbero essere fissati in un provvedimento atteso a gennaio.

Il Consiglio dei ministri doveva esaminare la manovra il 28 ottobre. La proposta deve ancora essere tradotta in regole operative, e il Ministero dell'Economia e l'Inps, l'istituto di previdenza, ne stanno ancora valutando costi e condizioni. Una testata italiana, Businessonline, il giorno prima si è spinta oltre, titolando che sulle pensioni anticipate nella manovra c'è «nulla o quasi». È una lettura tra le altre e la trattiamo come tale, ma si accorda con il quadro di una decisione rinviata.

Un fondo non è un diritto

Ecco la nostra opinione: una voce di bilancio non è una regola pensionistica. Il Mattino fa la stessa distinzione: una cosa è un progetto politico, un'altra una legge approvata, e finché le condizioni non sono definite i lavoratori non possono contare su questa opzione per programmare l'uscita. Siamo d'accordo, e andiamo oltre. Un fondo senza criteri è un modo per annunciare una misura rimandando sia il costo sia le clausole in piccolo.

Politicamente probabilmente è utile. Una promessa di uscita anticipata oggi costa poco e dice agli elettori che le regole della legge Fornero sono sul viale del tramonto. Non possiamo dimostrare le intenzioni, e la presidente del Consiglio afferma che il governo vuole mantenere le promesse senza mettere a rischio i conti pubblici. Ma lo schema di annunciare adesso e scrivere le regole dopo è difficile da ignorare, e i dettagli sono proprio il punto in cui chi risparmia vince o perde.

Il prezzo dell'uscita anticipata sta nel calcolo

Anche se la misura arrivasse, le ricostruzioni indicano un problema. Una delle opzioni allo studio è calcolare l'intera pensione con il metodo contributivo, anche per chi ha anni maturati con il vecchio sistema retributivo. Secondo Il Giornale, l'effetto potrebbe essere pesante per chi ha carriere lunghe, perché l'importo dipenderebbe dai contributi accumulati e dall'età effettiva di pensionamento. Nulla è deciso nemmeno su chi potrebbe accedervi: tutti, oppure solo certe carriere, livelli di reddito o tipi di lavoro.

Confronta tutto questo con la Quota 100 originale, in vigore dal 2019 al 2021, che richiedeva 62 anni di età e 38 di contributi senza convertire l'intera pensione al metodo contributivo. Il nuovo nome ne riprende il fascino, ma le condizioni proposte sembrano diverse. Rinunciare a qualche anno di lavoro in cambio di un assegno più basso per sempre può andare bene a qualcuno. Non andrà bene a tutti, e un titolo di giornale non può dirti in quale gruppo ti trovi.

Intanto le regole che esistono davvero vanno nella direzione opposta. Secondo gli adeguamenti citati, la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e un mese il prossimo anno e a 67 anni e tre mesi nel 2028. Per l'uscita anticipata con i soli contributi, nel 2027 servono 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Si parla anche della possibilità che il governo riduca la rivalutazione all'inflazione per le pensioni medio-alte, anche se su soglie ed entità non è stato deciso nulla. Sono ipotesi, ma mostrano come la stessa manovra che promette flessibilità possa cercare risorse anche tra chi è già in pensione.

Che cosa faremmo noi

Pianifica sulla legge in vigore oggi. Chiedi all'Inps l'estratto conto contributivo, verifica quali regole si applicano a te, se quelle precedenti o successive al 1996, e confronta la data di pensionamento con le norme attuali con uno scenario in cui esci a 64 anni e la pensione viene ricalcolata con il metodo contributivo. Se la differenza nell'assegno mensile è grande, hai la tua risposta, qualunque cosa decida Roma.

Tratta qualsiasi nuova via d'uscita come un'opzione da valutare a gennaio o più avanti, non come un fatto su cui costruire. Questa non è una consulenza personalizzata, e le regole cambiano. Ma il comportamento ragionevole di partenza è semplice: quando arriva una promessa senza un testo, continua a ragionare sul testo che puoi leggere.

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