Il +15% di Stellantis è un rally di sollievo, non un'inversione di rotta
Il balzo in un giorno dai minimi storici del gruppo dice più sulle aspettative cupe che su una ripresa. Meglio attendere prove sul flusso di cassa, non un trimestre migliore del temuto.
Immagine generata con l'IA
Cosa dice di un titolo il fatto che un trimestre con un margine dello 0,7%, una perdita netta e circa 4 miliardi di euro di cassa bruciata lo faccia salire del 15% in un giorno? Soprattutto, dice quanto in basso fosse stata messa l'asticella. Stellantis ha avuto una buona giornata mercoledì. Non ha ancora avuto un buon anno, e secondo noi il mercato sta confondendo le due cose.
Un trimestre "meno peggio" prezzato come un salvataggio
Il 28 ottobre Stellantis ha chiuso in rialzo del 15,4% a 4,2805 € per azione, la migliore del FTSE MIB di Milano, secondo Today.it. L'utile operativo rettificato è stato di 256 milioni di euro, sopra i 191 milioni attesi dagli analisti interpellati da Reuters. Il margine ha raggiunto lo 0,7%. I ricavi sono stati di 37,6 miliardi di euro, in crescita di circa l'1%, e la perdita netta si è ridotta a 453 milioni di euro.
I numeri da prima pagina nascondono il punto debole. Il free cash flow industriale è rimasto negativo per circa 4 miliardi di euro, come osserva Milano Finanza. Il management ha inoltre detto di aspettarsi di superare l'obiettivo di risparmi sui costi di 2,4 miliardi di euro entro l'inizio del 2027 e ha ribadito l'obiettivo di un flusso di cassa industriale positivo nel 2027.
Il balzo misura il pessimismo, non i progressi
Prima della trimestrale il titolo aveva perso quasi il 60% del suo valore dall'inizio del 2026 e a ottobre aveva toccato nuovi minimi nella storia del gruppo. Anche dopo il rimbalzo di mercoledì resta ampiamente in rosso da inizio anno. Un titolo che scende così tanto sconta molte cattive notizie. Qualunque risultato semplicemente migliore del temuto (per Equita il trimestre è stato, nel complesso, meno negativo di quanto si temesse) può allora innescare un movimento violento.
Parte del fenomeno dipende dal posizionamento. Non possiamo dire quanta parte del movimento sia dovuta alla chiusura di posizioni corte, e la documentazione non chiarisce il punto. MarketBeat e Quantellect riportano entrambe circa 178 milioni di azioni vendute allo scoperto sulla quotazione statunitense al 15 ottobre, ma le indicano al 4,73% e al 7,3% del flottante. Questa differenza dice poco sulla convinzione degli investitori. Possiamo però dire che Fabio Caldato di AcomeA, azionista di Stellantis, ha detto a Reuters che il mercato ha pochissima esposizione al titolo. A suo avviso, non appena compariranno segnali di ripresa, la corsa a ricomprare potrebbe essere molto forte. È uno scenario rialzista plausibile. È anche un'ammissione che chi compra oggi non sta ancora comprando una ripresa.
Cosa trasformerebbe il sollievo in ripresa
La qualità del risultato migliore delle attese è mista. Jefferies attribuisce la lieve sovraperformance soprattutto ai risparmi sui costi industriali, nonostante i minori volumi di vendita. Anche la base di confronto è molto bassa: il trimestre dell'anno scorso era stato colpito da grandi voci una tantum. I ricavi sono scesi del 3% in Nord America e il margine operativo rettificato in Europa è rimasto negativo nonostante le maggiori vendite di veicoli elettrici. La società stima inoltre un impatto netto dei dazi di 1 miliardo di euro per l'intero anno. JPMorgan ha segnalato il forte consumo di cassa e la necessità di tenere d'occhio la liquidità negli ultimi mesi dell'anno.
La tesi si regge quindi sul fatto che i tagli ai costi producano effetti più in fretta di quanto si svuoti la cassa. È credibile, e il Value Creation Program almeno si sta muovendo, con risparmi di alcune centinaia di milioni di euro attesi nel quarto trimestre, circa il doppio del terzo. Ma i soli tagli ai costi non risolvono volumi, pressione sui prezzi o dazi. A nostro avviso la storia è una promessa per il 2027, e una promessa è facile da applaudire in una giornata come questa.
Cosa dovrebbe fare il lettore? Questa non è una consulenza personalizzata e non conosciamo la tua situazione. Come cornice, però, tratteremmo mercoledì come un'informazione e non come un segnale da inseguire. I test che contano sono concreti: la cassa bruciata nel quarto trimestre, se i risparmi si vedono nel margine e se l'obiettivo di flusso di cassa del 2027 regge alle prossime due o tre trimestrali. Se reggono, il titolo potrebbe meritare una rivalutazione e il 15% sembrerebbe, col senno di poi, un ingresso anticipato. Se non reggono, sembrerà un rimbalzo dentro un trend ribassista.
Un rally di sollievo è un evento di mercato legittimo. Semplicemente non è un'inversione di rotta. Finché il flusso di cassa industriale non smetterà di essere un numero negativo, parleremmo di una buona giornata per un titolo malconcio e lasceremmo la parola "ripresa" a più avanti.
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